Ho un’amica che è come un pranzo di Natale in famiglia: non abbiamo niente da dirci. Ma niente. Non un interesse in comune, una battuta che l’altra sia in grado di capire, niente di niente. C’è, come nelle festività familiari, un antico affetto, ma le conversazioni sono uno strazio.

Lei, che è ricca di soldi ereditati, non ha mai dovuto rendersi interessante, e quindi non sa niente di ciò che succede nel mondo, non capisce un riferimento che sia uno, e pensa solo a come dimagrire. L’ultima volta che ci siamo viste, speravo di poter finalmente fare conversazione: parliamo dell’Ozempic, diamine. E infatti lei era espertissima, microdosaggi e altre specialità. Finché non mi ha detto: ma perché, è in vendita in Italia?

La conversazione è proseguita con me che dicevo ma come cazzo è possibile che non sai neanche le cose che ti interessano, e lei che rispondeva che tutto quel che sapeva dell’Ozempic l’aveva appreso dai forum sulle Kardashian. La conversazione è proseguita con me che le domandavo di cosa diavolo parlassero lei e un suo amico che m’aveva nominato poco prima, e lei che rispondeva: di case. Cioè come avrebbe risposto Tom Wolfe, solo che lei non sa chi sia Tom Wolfe, o magari lo sa pure ma sarebbe meglio non lo sapesse (ogni volta che una ricca cerca di fare la lettrice forte, a me viene in mente Giovanna Ralli che in “C’eravamo tanto amati” dice a Gassman: «Si vede che non hai letto il “Siddharta”»).