Ogni stagione politica ha la metafora televisiva che si merita. Nella Prima repubblica c’erano le tutto sommato innocue pubblicità del Carosello, negli anni Duemila ha imperversato il Grande Fratello. Ora niente incarna lo spirito del tempo come e meglio di Temptation Island, e con realtà non si intendono le vite minute di uomini e donne sconosciuti, ma i grandi drammi del nostro tempo presente: dallo scontro tra autori al premio Strega alla polemica tra Giorgia Meloni e Donald Trump all’ombra del G7.

Nel caso dell’ex coppia della destra mondiale, ci hanno pensato i social a dare forma di falò di confronto al loro dramma sentimental-politico. L’Ia può ormai tutto, anche creare un video dei due seduti sull’ormai iconico tronco mentre si urlano addosso di tutto, con I love the way you lie di sottofondo. Del resto, a togliere qualsiasi patina di formalità ci hanno pensato i protagonisti: Trump parla male di Meloni al telefono con un giornalista per l’occasione trasformato in confidente-tentatore. Dice che lei gli ha fatto pena, che non era tenuto a parlarle ma che lei l’ha implorato. Lei risponde con un video su Instagram in cui gli dà del bugiardo e dice una di quelle frasi che si candidano ad essere un tormentone: «Io e l’Italia non imploriamo mai». Non raggiunge il livello di «Io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana», ma la stoffa è la stessa. E pazienza se, a due giorni dallo scontro, Meloni ha preso in prestito da Giuseppe – uno dei concorrenti dell’edizione 2023 – lo spirito della frase più indimenticata di sempre: «Il passato rimaniamolo alle spalle».