C'è un assassino discreto che non si sporca le mani, non lascia impronte e non compare quasi mai nei dibattiti televisivi. Eppure ogni anno, in Europa, uccide più di sessantamila persone. È il rumore. Viviamo immersi in una colonna sonora permanente fatta di motori, clacson, freni, sirene, aerei che decollano e treni che attraversano le nostre notti come pensieri cattivi. Ci siamo talmente abituati a questo brusio incessante da considerarlo il prezzo inevitabile della modernità, una tassa non scritta sul vivere insieme. E invece no. Dopo l'inquinamento dell'aria, quello acustico è la seconda causa ambientale di danni alla salute nel continente europeo. Più di 110 milioni di cittadini convivono con livelli di rumore nocivi, 22 milioni soffrono di disturbi cronici del sonno e ogni anno si registrano almeno 30mila morti premature e nuovi casi di malattie cardiovascolari.
L'ITALIA CHIASSOSA
L'Italia non fa eccezione. Nel 2024 le agenzie ambientali hanno controllato 1.535 sorgenti rumorose e in quasi un caso su due sono stati superati i limiti di legge. Ma il problema non si esaurisce nel traffico o nelle fabbriche. Il rumore entra nelle scuole, dove costringe gli insegnanti a consumare la voce e gli studenti a rincorrere parole che arrivano spezzate; invade i ristoranti, trasformando una cena in una gara di decibel; si insinua nei teatri e nelle sale da concerto, tradendo proprio quei luoghi nati per celebrare l'armonia. Per fortuna esiste una comunità di studiosi che da anni combatte questa battaglia silenziosa. Dal 10 al 12 giugno, all'Università per Stranieri di Perugia, si è svolto il cinquantaduesimo convegno nazionale dell'Associazione Italiana di Acustica. Duecentocinquanta ricercatori, tecnici, medici, ingegneri, urbanisti e professionisti si sono confrontati sui temi più avanzati della disciplina. Francesco Asdrubali, l'organizzatore del convegno, prorettore dell'Ateneo e già presidente dell'associazione, che da tempo ricorda come l'acustica sia una scienza di confine: dialoga con la fisica e l'architettura, ma anche con la medicina, il diritto, l'ecologia e persino con la musica.







