Ogni giorno, in Europa, 55 persone non tornano a casa. Non è una statistica, è una strage silenziosa, un bollettino di guerra che si scrive sull’asfalto. Nel 2024, l’Unione Europea ha contato 20.017 morti sulle strade secondo i dati appena rilasciati da Aci-Istat, una cifra che, detta così, sembra quasi un numero astratto, da annotare in un rapporto e archiviare. Ma provate a immaginare 55 famiglie al giorno che ricevono una telefonata, un agente che bussa alla porta, un vuoto che si apre e non si chiude più. Una diminuzione del 2% rispetto all’anno precedente, ci dicono le statistiche, come se fosse un progresso. Ma è un passo da lumaca, quando servirebbe una corsa: per raggiungere l’obiettivo UE di dimezzare le vittime stradali entro il 2030, ci vorrebbe un calo del 6,7% ogni anno. Siamo lontani, lontanissimi.

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Siamo al 19esimo posto

L’Italia, poi, si piazza al 19esimo posto su 27 Paesi UE, con una riduzione della mortalità che è poco più di un sussurro: -0,3% nel 2024. Cinquantuno morti per milione di abitanti, contro una media europea di 45. Non proprio un primato di cui andare fieri. I dati definitivi li avremo a luglio, da ACI e ISTAT, ma già ora il Rapporto dell’European Transport Safety Council (ETSC) ci sbatte in faccia una verità scomoda: stiamo fallendo. Non solo noi, ma tutta l’Europa, che dal 2019 ha ridotto i decessi stradali solo del 12%, quando servirebbe un -27% per stare in rotta. E i feriti gravi? Ancora peggio, la loro diminuzione è persino più lenta.