Gabriella Zalapì è cresciuta muovendosi tra paesi, lingue, background diversi: è nata a Milano ma la sua famiglia ha radici sparse, dall’Inghilterra alla Svizzera fino a Palermo. Oggi vive a Parigi e scrive in francese. Ilaria o la conquista della disobbedienza, uscito per Gramma Feltrinelli, è il primo tradotto in italiano ma è il suo terzo romanzo, ha vinto il Prix Femina e diversi altri riconoscimenti. Artista visiva prima che scrittrice (si è laureata alla Ginevra University of Art and Design) ha sempre posto al centro della sua ricerca la famiglia: in questo libro dietro Ilaria, la bambina di otto anni rapita dal padre all’uscita di scuola, si nasconde lei stessa.
Ilaria o la conquista della disobbedienza: il nuovo romanzo di Gabriella Zalapì
Partendo da un’esperienza vissuta in prima persona si è calata di nuovo nei panni e nel linguaggio infantile, arricchendo con elementi di fantasia una storia dai temi universali. Con tono leggero insegue il percorso accidentato di una fuga durata più di due anni: da nord a sud su una Bmw, tra autostrade e alberghi, telefonate concitate, poi l’abbandono in un collegio per alcuni mesi, e l’ultima tappa in Sicilia, a casa di una nonna fredda e altera, muovendosi in un Paese nel pieno dei duri conflitti politici degli anni ’80.











