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Felice Cavallaro

Miriam La Spada: «Mi sento miracolata, penso sempre a chi aveva il mio cuore. Le ferite pulsano ancora, non smetto di ringraziare mio marito,i nonni e i tanti medici»

Messina — Uscita da un tunnel nero di due mesi, mamma Miriam, con un cuore nuovo, abbraccia il suo piccolo partorito il 16 aprile a Messina, tre settimane prima di un trapianto «miracoloso» all’Ismett di Palermo: «Avevo lasciato Giorgio come una briciola di 12 giorni e lo ritrovo già grande».

È la storia a lieto di fine di una mamma che ha rischiato di non vedere più nemmeno l’altro suo pargolo di quattro anni, Giulio, che adesso la abbraccia forte perché sono passati «la bua e il mal di pancia». Così gli avevano raccontato il papà, famoso fotografo di Messina, Antonio Fenga, i nonni, le amiche di famiglia, cioè tutta l’équipe familiare mobilitata per due mesi nella casa senza Miriam.