Allevamenti.28 giugno 2026 alle 00:09Le aziende attendono i conguagli. Tandeddu: «Per un litro non meno di 1,76 euro»
«Il prezzo giusto del latte ovino, con i conguagli di giugno, deve essere di 1,76 euro al litro, Iva compresa». Il conto sulla campagna casearia 2024-2025, che viene saldata adesso con la chiusura dei bilanci, l’ha fatto Pietro Tandeddu, esperto del settore e a lungo direttore di Copagri Sardegna.
Il metodo
Serve una premessa di contesto. «Il prezzo del pecorino romano è stabile da diversi mesi», spiega Tandeddu. Prendendo a riferimento «la commercializzazione da giugno 2025, registriamo che il costo medio riferito al prodotto meno ricco», cioè il formaggio con «stagionatura di cinque mesi, è pari a 11,38 euro al chilo». Da qui il conteggio: «Come primo passaggio bisogna dividere questa cifra per 6,10 litri, necessari per produrre mille grammi di pecorino romano – spiega il dirigente di Copagri –. Va poi aggiunto il ricavo dalla vendita della ricotta, pari a 0,08 centesimi al chilo, quindi si devono togliere i 0,30 di costo di trasformazione. Si arriva così a 1,60 euro al litro che diventano 1,76 con l’Iva al 10 per cento». Per Tandeddu, questa è la cifra che devono pretendere i pastori, «i quali hanno buone ragioni per richiedere il saldo. Ormai – prosegue il ragionamento – non ha più ragione di esistere il differenziale di remunerazione tra il prezzo pagato dai caseifici sociali e dall’industria privata, visto che parliamo dello stesso prodotto, delle stesse tecnologie, degli stessi mercati».















