Ministero dell’Agricoltura e associazioni della filiera lattiero-casearia hanno raggiunto un accordo sul prezzo del latte: a gennaio un litro costerà 54 centesimi di euro, a febbraio 53 centesimi e a marzo 52 centesimi. Un passo avanti rispetto agli attuali 49 centesimi, che richiederà comunque un continuo monitoraggio del mercato e altri interventi per sostenere la filiera. Con il percorso individuato per i primi tre mesi del 2026 si punta a ottenere un riequilibrio dell’offerta sulle stesse quantità del primo trimestre di quest’anno.

Le misure previste dall’accordo

«L’accordo è frutto della prosecuzione dei lavori della scorsa settimana, grazie all'intervento di mediazione del ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida e alla responsabilità delle parti». Lo comunica il dicastero in una nota. «Il Masaf, come sempre, per quanto di sua competenza, assicura il suo sostegno alla filiera attraverso plurime misure come il bando indigenti, con campagne di comunicazione dedicate, ma soprattutto affiancando le imprese nell'incessante lavoro di internazionalizzazione e di promozione dei prodotti lattiero-caseari in Italia e all'estero», conclude il ministero.

L’accordo, inoltre, prevede un pacchetto di aiuti per l’internazionalizzazione. C’è l’impegno del ministero a sostenere il settore con maggiori finanziamenti per promuovere il consumo di prodotti lattiero-caseari sui mercati nazionali e esteri. L’intesa non chiude la partita. Le parti hanno già programmato una serie di incontri a partire da febbraio 2026 per valutare l’andamento del settore e sollecitare anche un confronto a livello comunitario per attivare misure di mercato. Il crollo del prezzo del latte, infatti, non riguarda soltanto l’Italia. Un anno fa un litro di latte spot, quello cioè fuori contratto, costava poco meno di 70 centesimi di euro. Oggi si aggira sui 49 centesimi.