Un prezzo del latte di 54 centesimi di euro a litro a gennaio, di 53 centesimi a febbraio e di 52 a marzo. È questo l’accordo sul prezzo del latte raggiunto ieri sera al tavolo attorno a cui il ministero dell’Agricoltura ha riunito le associazioni rappresentative di tutta la filiera lattiero-casearia, dagli allevatori fino all’industria della trasformazione. L’intesa prevede anche un pacchetto di aiuti per l’internazionalizzazione e la messa a punto di un meccanismo per non sforare rispetto alla propria media produttiva.

L’incontro tra le parti si era reso necessario dopo che il prezzo spot del latte era crollato dai 68,3 centesimi al litro di luglio ai 47,9 centesimi di novembre. A causare questa caduta libera è stato l’aumento della produzione di latte in altri Paesi europei, in particolare Germania, Francia e Olanda. Ma a preoccupare di più gli allevatori è stata la paura che, a partire da gennaio, il 10% dei contratti di fornitura disdettati possa finire per non essere rinnovato proprio per via di questa eccedenza di latte sul mercato. La Cia agricoltori italiani ha definito quella del latte sfrattato una «vera bomba a orologeria» per le aziende: nella sola Lombardia, una delle più importanti regioni italiane per la produzione di latte, si è arrivati a stimare fino a 5mila quintali di prodotto senza più destinazione.