Roma, 25 giu. (askanews) – Il rinnovo semestrale dell’intesa sul prezzo del latte, “frutto di lunghe trattative e del grande senso di responsabilità messo in campo dalle parti, restituisce un po’ di ossigeno agli allevamenti italiani, da tempo stretti nella morsa tra i costi di produzione in aumento e il calo dei prezzi dovuto agli eccessi produttivi del Nord Europa, anche se non risolve le forti criticità che continuano a pesare sulla filiera”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista a margine della riunione al Masaf del Tavolo latte, durante la quale le parti hanno identificato un percorso condiviso per il resto del 2026.

“L’accordo, che fa seguito a quelli del medesimo tenore raggiunti a dicembre 2025 e a marzo 2026, prevede per le regioni del Nord Italia una remunerazione di 48 centesimi al litro per i mesi di luglio e agosto, per poi salire a 49 centesimi a settembre-ottobre e a 50 centesimi al litro nel bimestre novembre-dicembre”, spiega il presidente, evidenziando che “l’intesa prevede un lieve aumento rispetto ai 47 centesimi al litro precedentemente riconosciuti e, come di consueto, una remunerazione aggiuntiva che per il Centro-Sud vada a coprire i maggiori costi”.