Roma, 2 dic. (askanews) – Il latte non può essere trattato come una commodity e gli allevatori non devono pagare le conseguenze di un mercato squilibrato. Per questo, bisogna difendere il giusto prezzo e gli impegni contrattuali, rilanciare l’OCM Latte e costruire un vero e proprio “patto” di filiera anche per gestire le eccedenze. Sono queste le priorità portate da Cia-Agricoltori Italiani al Tavolo latte al Masaf, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida. Misure urgenti e indispensabili, secondo l’organizzazione, per sostenere i produttori in una fase estremamente critica e ridare stabilità al settore. Nonostante la forza strutturale del sistema lattiero-caseario nazionale, il comparto sta infatti affrontando un’emergenza crescente che richiede interventi mirati.

Sul fronte congiunturale, per Cia, il segnale più allarmante arriva dal crollo del prezzo del latte spot, precipitato dai 68,30 €/100 litri di luglio ai 47,90 €/100 litri di novembre. Questa dinamica “evidenzia un mercato fuori controllo, schiacciato da eccessi di offerta e fenomeni speculativi che stanno erodendo la redditività delle aziende”.

A questo, si somma la questione del latte “sfrattato” dal primo gennaio 2026, una vera bomba a orologeria per le aziende. Nelle principali regioni produttrici, infatti, si prevedono disdette contrattuali per grandi quantità di prodotto: solo in Lombardia, si parla di circa 5.000 quintali senza più destinazione. Una situazione inaccettabile che crea grande caos e preoccupazione tra gli allevatori.