Roma, 2 ott. (askanews) – “Non ci stiamo. È un abuso inaccettabile contro gli allevatori italiani che in questi ultimi dieci anni hanno sostenuto investimenti enormi sul fronte del benessere animale, dell’innovazione tecnologica e delle infrastrutture aziendali, migliorando standard qualitativi e di sostenibilità ambientale. Abbassare ora il prezzo del latte significa calpestare il lavoro”. Così il presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori Nord-Occidentale, Giuseppe Fumagalli contro la recente ipotesi di ridurre ulteriormente il prezzo del latte riconosciuto agli allevatori, che chiede al ministero dell’Agricoltura di aprire un tavolo di crisi con le istituzioni, le organizzazioni agricole e la filiera lattiero-casearia, per garantire un prezzo equo e sostenibile che tuteli la produzione nazionale.

Aic denuncia inoltre come, in diverse realtà, siano già stati disdettati contratti di conferimento del latte, nonostante la produzione nazionale non copra i fabbisogni interni, sia per la trasformazione dei formaggi Dop, simbolo del Made in Italy, sia per la produzione di formaggi da tavola e latte alimentare.

il valore agricolo del latte è stato di oltre 7 miliardi di euro nel 2024, considerando latte vaccino, ovicaprino e bufalino. il valore dell’industria lattiero-casearia, di circa 18,5 miliardi di euro, pari al 10% del fatturato agroalimentare nazionale. Il numero di allevamenti bovini è di circa 24.000, con 2,6 milioni di capi. La produzione di latte vaccino, oltre 13 milioni di tonnellate nel 2024.