di
Giampiero Rossi
A circa un anno dalle elezioni amministrative dalle quali uscirà il successore di Beppe Sala, a Milano si moltiplicano i nomi degli aspiranti sindaci di centrodestra e di centrosinistra, con l’aggiunta di qualche outsider
Qualcuno l’ha annunciato pubblicamente oltre sei mesi fa; qualcuno continua a non dirlo esplicitamente, ma che intenda candidarsi lo sanno anche i sassi; altri sono stati scelti nelle stanze romane della politica per dare forma a trame interne ai partiti e alle coalizioni. Risultato: a circa un anno dalle elezioni amministrative dalle quali uscirà il successore di Beppe Sala, a Milano si moltiplicano i nomi degli aspiranti sindaci di centrodestra e di centrosinistra, con l’aggiunta di qualche outsider fuori dagli schemi. Qualcuno con l’autentica ambizione di diventare sindaco, qualcun altro con l’obiettivo non dichiarato di un nuovo posizionamento all’interno del proprio mondo politico di riferimento.
La prima a uscire allo scoperto, nel dicembre scorso, è stata la vicesindaca Anna Scavuzzo. Dopo di lei, nel perimetro della coalizione di centrosinistra, che governa Milano da tre lustri, la lista dei potenziali candidati si è allungata, e soprattutto in queste ultime settimane. Il nome considerato più pesante è quello del giornalista Mario Calabresi, indicato da più parti come quello su cui sarebbero pronti a scommettere i vertici del Pd ambrosiano e lombardo, ma finora non c’è stata alcuna investitura ufficiale, né un’esplicita dichiarazione di intenti da parte sua. Non esce formalmente allo scoperto neanche Pierfrancesco Majorino, capogruppo dem in consiglio regionale e componente della direzione nazionale del partito di Elly Schlein, che però non nasconde la propria intenzione di sottoporsi al giudizio degli elettori alle primarie, forte anche di alcuni sondaggi incoraggianti.















