Weekend di Pride in giro per il mondo. Da Budapest che riaccende i colori dopo i divieti di Orbán, alla presenza della segreteria del Pd Elly Schlein a Milano fino ad arrivare ai festeggiamenti in Francia, al momento sospesi,a causa dell'estrema ondata di calore che ha colpito il Paese.Parata sospesa in Francia a causa del troppo caldo
Troppo caldo in Francia. Parigi e Lione sospendono la parata del Pride Lgbt+. Il Paese d'oltralpe si trova ad affrontare, come il resto d'Europa, un'ondata di calore estremo che questo weekend raggiungerà il suo picco, con temperature massime di 40°. La cancellazione del festival musicale Solidays, che si sarebbe dovuto svolgere fino a domenica nella capitale francese, priverà l'associazione organizzatrice, Solidarité Sida, di 3 milioni di euro destinati ai suoi programmi di prevenzione dell'Hiv/Aids. Inizialmente prevista per oggi nella capitale francese, la Marcia è stata rinviata a data da destinarsi, su richiesta del prefetto. «Ci allineiamo alla decisione del prefetto: la Marcia è rinviata. Stiamo pensando di organizzarla a settembre, ma tutto il team deve riunirsi per valutare come ripartire», ha commentato Anouk Veyret, copresidente dell'Inter-Lgbt. Nella regione di Parigi, le chiamate ai servizi di emergenza medica sono aumentate dell'80% nell'ultima settimana. Stamattina Antoine Alibert, vicesindaco di Parigi con delega alla sanità, ha dichiarato che gli ospedali parigini stavano vivendo un sovraffollamento «eccezionale» e senza precedenti. «Siamo nel mezzo di una crisi sanitaria. Questa è un'ondata di caldo eccezionale ed estrema», ha dichiarato, aggravata da un «picco di inquinamento da ozono». Il primario del pronto soccorso dell'ospedale Georges-Pompidou, uno dei principali ospedali di Parigi, ha descritto ieri una situazione «estremamente grave», con «corridoi pieni» di pazienti, perlopiù anziani ma anche «cinquantenni e sessantenni», che presentavano «febbre altissima». Il Ministero della Salute francese ha espresso la sua «preoccupazione» per i «decessi in casa». «Pochi gradi in più si traducono in un aumento molto marcato del rischio di morte», e le ondate di calore hanno «effetti a cascata» sulla mortalità, hanno spiegato all'Afp Mathilde Pascal e Robin Lagarrigue dell'agenzia sanitaria nazionale francese, Santé publique France.ll Pride di Milano tra caldo e un'ospite speciale Elly Schlein, a sorpresa, si è presentata alla patata di Milano Pride. La segretaria dem, che negli anni passati non aveva mai mancato l’appuntamento, quest’anno non lo aveva previsto nella agenda, dove invece figura una partecipazione alla festa dell’unità di Parma alle 19. Nonostante il caldo record, però, Schlein ha voluto partecipare alla parata milanese, che proprio quest’anno festeggia il 25esimo anniversario. La segretaria, in jeans e camicia azzurra, è al carro del Pd, tra chiacchiere e balli, prima della partenza del corteo. Probabilmente, proprio per l’appuntamento a Parma, non sfilerà per l’intero percorso di tre chilometri, fino all’Arco della Pace. «Meglio liberi che accaldati». Ne è sicura Fabiana, arrivata da Concorezzo, nel Milanese, insieme a un gruppo di amiche, per partecipare al Pride. Sono tutte in bikini, per cercare di resistere alle temperature record di questo giugno. Con il termometro che prima della partenza segna 38 gradi, 42 percepiti, quella di quest’anno sarà la parata forse più calda di sempre. E i partecipanti si sono adeguati: il ventaglio arcobaleno è il must della 25esima edizione e il beachwear va per la maggiore. Proprio per l’emergenza caldo, gli organizzatori alla vigilia hanno deciso di posticipare la partenza di un paio d’ore, proprio per evitare il sol leone del primo pomeriggio e garantire a chi manifesta qualche cono d’ombra in più. È stata predisposta anche una mappa con le fontanelle, le zone riparare e i checkpoint sanitari. “Utilissima”, garantiscono i tanti che l’hanno scaricata. Così come è piaciuta la scelta di posticipare la partenza. “È stato giusto così”, dice Luca, arrivato da Bergamo. “Certo però si potrebbe ragionare di anticiparlo i prossimi anni ad aprile o maggio, quando c’è più fresco”, valuta Salvatore, ricevendo segni di approvazione dagli amici, che si lamentano: “Si muore dal caldo”. Cancellate l’appuntamento come a Parigi però sarebbe stato sbagliato, concordano tutti, “perché per i diritti l’importante è esserci”.E intanto sfilano gli striscioni contro l'ex generale Roberto Vannacci che in tv di recente ha detto che i gay hanno già tutti i diritti, «se stanno male e vanno in ospedale li curano». «Caro generale oltre a poter guidare possiamo anche essere idraulici e di cessi come te ne abbiamo sturati tanti», si legge su uno striscione. E ancora su un altro «meglio anale che generale». E infine, sulla frase che ha scatenato la polemica in tv, «in Italia i gay possono guidare, essere curati ed essere ammazzati», si legge. Pride a Budapest, il primo dopo l'era di Orbán Nonostante le temperature vicine ai 40 gradi, è stata confermata a Budapest la parata del Pride, la prima dopo la fine dell'era di Viktor Orban, responsabile di molte politiche anti-Lgbt+ condannate dall'Ue. L'anno scorso, nonostante il divieto imposto dal governo per anni, oltre 200.000 persone avevano partecipato alla marcia in segno di sfida, un numero significativamente superiore rispetto agli anni precedenti, quando i partecipanti erano circa 35.000. Quest'anno è il caldo torrido a influenzare la partecipazione: gli organizzatori hanno invitato alla prudenza soprattutto per le persone vulnerabili, ma l'evento intende inviare un «segnale importante» alla nuova leadership del premier conservatore filo-europeo Peter Magyar. «Il Pride di quest'anno invierà un segnale importante al nuovo governo: questi problemi rimangono rilevanti e continuiamo a subire esclusione in molti ambiti», ha dichiarato all'Afp l'attivista trans Pippin Nadori della comunità transgender Prizma. Nadori si batte, come priorità, per l'abolizione del divieto del 2020 di cambiare genere sui documenti ufficiali. «Complica la vita delle persone a tutti i livelli se il nome sulla carta d'identità non corrisponde all'identità che vivono», ha sottolineato la studentessa ventiduenne. Durante la sua campagna elettorale, Magyar ha evitato di affrontare la questione dei diritti Lgbt+. Ma, sin dalla sua elezione, ha dichiarato che il suo governo non imporrà agli ungheresi come vivere. «Abbiamo chiarito che, a nostro avviso, ognuno è libero di amare chi vuole e vivere con chi vuole, purché non violi la legge», ha affermato all'inizio di giugno.













