«Orgoglio». È la parola d’ordine del “Budapest Pride”, la manifestazione, che sta facendo discutere mezza Europa, perché ritenuta “illegale” da Viktor Orban. Il primo ministro ungherese minaccia conseguenze legali per chi vi parteciperà. Si parla di sanzioni che possono arrivare a un anno di reclusione. Motivo per cui quella che doveva essere la classica “festa per i diritti”, finisce col diventare un comizio contro le politiche del premier magiaro. Tutte quelle sinistre, prive di argomentazioni, dunque, non possono rinunciare all’assist inatteso. Tant’è che a occupare la città delle terme non sono i soli omosessuali, le lesbiche o le drag queen, come è sacrosanto che sia, ma tanti leader progressisti in cerca di visibilità. I nostri compagni ovviamente non rinunciano a fare la parte del leone. Mettono addirittura in soffitta le eterne divisioni che inondano le cronache politiche. La prima ad arrivare non può che non essere la prima inquilina del Nazareno. Accompagnata dal suo esperto in materia Zan e dai suoi fedelissimi Benifei, Corrado e Strada, fa sentire la voce del suo Pd.