Sarà ancora una volta una prova di forza tra Orban e tutti gli altri. Migliaia di persone e tutte le forze politiche progressiste europee e italiane si ritroveranno domani al Pride LGBTIQ+ di Budapest, sfidando il divieto imposto dal premier Viktor Orban. Il leader magiaro, da oltre 15 anni consecutivi al governo, è in picchiata nei sondaggi delle elezioni del prossimo anno, insidiate da un ex esponente del suo partito Fidesz, Peter Magyar, appoggiato dal Ppe. Per questo rilancia le sue battaglie per compattare l'elettorato. Se la prende con l'Ucraina, con l'Ue cattiva e invadente, con i diritti delle minoranze che insidiano la famiglia tradizionale. Questa volta però la reazione delle forze democratiche europee, e in particolare progressiste, è stata massiccia. Il suo divieto di svolgere il Pride di Budapest, evento di affermazione politica della comunità LGBTIQ+, si è prima scontrato con la decisione del sindaco della capitale ungherese, il liberale Gergely Karacsony, che ha trovato lo stratagemma di renderlo un evento comunale, e poi con la reazione dell'Ue e della società civile di mezza Europa che si sta recando nella capitale ungherese.
Pride a Budapest, la sinistra europea sfida Orban. Lui fulmina von der Leyen: “Ci tratta come una colonia”
Sarà ancora una volta una prova di forza tra Orban e tutti gli altri. Migliaia di persone e tutte le forze politiche progressiste europee e ita...











