Per la tutela dei lavoratori dalle “situazioni climatiche eccezionali” arrivano i fondi, ma dimezzati rispetto allo scorso anno nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane. E restano fuori alcune delle categorie più esposte, a partire dai rider. Arriva in Gazzetta ufficiale l’attesa norma sulla cassa integrazione durante le emergenze climatiche, inserita dal governo nel decreto Infrastrutture. Il testo conferma che per finanziare gli ammortizzatori sociali nel secondo semestre del 2026 ci sono solo 15,2 milioni, contro i 33 previsti nel 2025. Immediate le critiche delle opposizioni e anche i sindacati, pur promuovendo l’intervento, ritengono insufficiente lo stanziamento.
Il provvedimento consente alle imprese interessate di ricorrere più facilmente alla cassa integrazione per sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa causate da eventi climatici eccezionali, comprese le ondate di calore, tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026. Escluse quindi le ultime settimane. Per questi casi vengono sospesi alcuni limiti normalmente previsti per la Cigo, le ore non vengono conteggiate ai fini della durata massima del trattamento e le imprese sono esonerate dal pagamento del contributo addizionale. A questa misura sono destinati 4,9 milioni di euro. Altri 10,3 milioni finanziano invece le tutele per gli operai agricoli, sia a tempo determinato sia indeterminato. Il decreto conferma la possibilità di ottenere il trattamento anche in caso di riduzione dell’attività pari alla metà dell’orario giornaliero e senza il requisito minimo delle giornate lavorate. Anche queste prestazioni non concorrono al raggiungimento del limite annuo.










