La canicola metterà a rischio la salute di 1,5 milioni di lavoratori in Italia fino al 27 giugno denunciano Cgil e Legambiente basandosi su un’analisi di Greenpeace. Ma le norme che introducono anche quest’anno misure temporanee e emergenziali sugli ammortizzatori sociali nell’industria, nell’edilizia e in agricoltura contenute nel decreto Infrastrutture varato dal governo il 22 giugno entreranno in vigore il primo luglio, cioè tre giorni dopo la fine del primo picco stagionale del caldo prodotto dallo stravolgimento climatico. Senza contare il fatto che, come sempre accade in queste situazioni con il governo Meloni, il decreto ieri sembrava scomparso. Lo hanno denunciato Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e Cinque Stelle. «Cosa gli impedisce di intervenire con urgenza?».

L’URGENZA, in fondo, non è tanto urgente per chi è esentato dal bollire per strappare gli spiccioli. Il clima si fa rovente in un regime di classe. Senza contare che la misura varata dal Consiglio dei ministri è insufficiente. Il sindacato di base Usb ha rispiegato il trucchetto: «Siamo convinti che serva una misura che copra il 100% del salario», mentre la cassa integrazione in deroga lo ha all’80%. Bisogna mettere i soldi e fare un favore alle aziende che non investono in sicurezza. Ma sono prontissime a ricevere defiscalizzazioni. L’anno prossimo sarà lo stesso.