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A Lignano Sabbiadoro, in occasione del Premio Hemingway 2026 per la Letteratura, lo scrittore, premiato per il suo ultimo romanzo "Il custode", riflette sul ruolo dell’adolescenza nella narrativa e sulla forza unica della letteratura nel dare voce ai pensieri dei personaggi
27 giugno 2026 | 11.00
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"Gli adolescenti sono protagonisti perfetti per scoprire mondi nuovi. Così come si scoprono i continenti, si scoprono anche i sentimenti, i desideri. Si commettono errori madornali, ma allo stesso tempo si ha la capacità di recuperare, di percepire mondi che sembrano incomunicabili. E proprio questa incomunicabilità, che è tipica dell'adolescenza e che ognuno vive a modo suo, secondo me è ciò che la letteratura riesce a raccontare meglio". Lo ha detto lo scrittore Niccolò Ammaniti, vincitore del Premio Hemingway 2026 per la Letteratura, nel corso di un incontro a Lignano Sabbiadoro (Udine) dedicato al suo ultimo romanzo uscito per Einaudi, "Il custode". Con un racconto ambientato in un isolato borgo siciliano e centrato sul giovane Nilo, incaricato di custodire un segreto oscuro e antico, Ammaniti è tornato a indagare l’adolescenza come luogo d’amore paura e desiderio, confermando il suo dono di saper addentrarsi, sempre con felicità e leggerezza narrativa, nelle forme più enigmatiche e profonde del nostro animo.










