“Nell’immaginario collettivo ho esordito a 16 anni ieri sera su Rai1 con Maurizio Costanzo”. Se oltre al talento, alla forza di volontà, alla costanza, c’è una dote che Matteo Porru ha, è l’ (auto)ironia. Ad ascoltarlo sembra di essere di fronte ad un giocoso stand up comedian che sa raccontare con garbata poesia le sue emozioni e i suoi pensieri. A 24 anni ha già una mezza dozzina di romanzi all’attivo – due con Garzanti (Il dolore crea l’inverno, Il volo sopra l’oceano); la conduzione di un programma Rai sui libri (Itaca), alcune opere teatrali (segnatevi: Cobalto); una laurea in filosofia dell’economia; apparizioni nei tg e nei talk (DiMartedì). Eppure l’immagine di Matteo, con quel sorriso disteso e solare, è cristallizzata ancora in quella dell’adolescente uscito dal tunnel di una drammatica malattia che ha necessitato dieci anni di pesantissime cure come racconta il documentario Matte, uscito proprio un anno fa su RaiPlay. “Ero convinto che da grande avrei fatto il pilota”, spiega Porru a FQMagazine. “Con mio nonno ci piazzavamo sul perimetro dell’aeroporto di Cagliari per vedere quei bestioni di aerei che decollavano. Mi venivano i brividi: quegli aerei pesavano tonnellate e in 30 secondi, dopo essersi staccati da terra, diventavano piume. È una grandissima metafora della vita”.