HomeCronacaSicurezza tema primarioIl commento all’indomani della parola fine alla vicenda processuale della strage di ViareggioFirenze, Palazzo di Giustizia. Sentenza appello ter per la strage di Viareggio: Mauro Moretti esce dall'aula (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 27 giugno 2026 – Anche la storia più recente, anche se non è sedimentata e quindi non è ancora capace di aver analizzato tutti gli elementi di una vicenda che interessa la nostra collettività, può già parlare e dare segnali che non possono essere ignorati.
Senza scendere nei dettagli processuali (semmai c’è da sottolineare ancora una volta la lunghezza del giudizio prima di arrivare alla parola fine) e nelle considerazione che tutti i protagonisti porteranno per sempre con loro, si può evidenziare che ancora una volta il tema della sicurezza, in qualsiasi istante delle 24 ore giornaliere e in qualsiasi modalità e scenario, deve essere primario, fondamentale, essenziale e imprescindibile.
La sicurezza riguarda chi lavora, le comunità, riguarda tutti. Deve essere un diritto (quante volte è stato ribadito, ad esempio, il diritto a tornare a casa per i lavoratori) e deve essere un dovere (per chi dà lavoro e a maggior ragione per chi ha in mano la gestione di importanti infrastrutture nazionali). La sicurezza sui luoghi di lavoro è un valore su cui purtroppo bisogna ancora incidere. L’opinione pubblica, la mobilitazione, il pressing che nasce dalla tragedia e dal dolore, devono essere sempre presenti. Mai dimenticarci della nostra storia, anche recente appunto, perché offre insegnamenti che un paese civile non può ignorare, che un paese, protagonista del terzo millennio della rivoluzione tecnologica, deve mettere al primo posto delle esigenze.














