HomeFirenzeCronacaL’archiviazione delle stragi: "Chi sa ora deve parlare"L’appello dell’associazione vittime dei Georgofili: "Si arrivi a un processo"Le macerie in via dei GeorgofiliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFIRENZEDietro i tanti omissis dentro le poche pagine del provvedimento con cui il gip del tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha archiviato la posizione di Marcello Dell’Utri nell’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi del 1993-’94, si nascondono filoni ancora aperti, come ad esempio quello che vede indagato l’ex generale del Ros Mario Mori. Il cui difensore, l’avvocato Basilio Milio, non ha ricevuto alcuna comunicazione, circostanza che fa ipotizzare che quanto meno i termini dell’investigazione - due anni - non siano ancora scaduti.

E comunque, trapela dagli ambienti investigativi, come già accaduto in passato, il fascicolo può essere riaperto in qualsiasi momento, a fronte di un nuovo spunto. Nel dicembre nel 2023, com’è recentemente emerso pubblicamente nel procedimento a suo carico, fu la “profezia“ dell’arresto di Matteo Messina Denaro fatta in tv da Salvatore Baiardo a ridare linfa all’indagine sul ’secondo livello’ sopra gli attentati che insanguinarono anche Firenze. Ventiquattro mesi dopo, come previsto dalla Cartabia, è stata avanzata richiesta d’archiviazione. Ma è proprio l’Associazione tra i Familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili a invitare la magistratura a non fermarsi.