Nel frattempo, aspettiamo la settima
Stefano Giordano
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Sei archiviazioni. Trent’anni di indagini. Una montagna di atti giudiziari che si chiude, ancora una volta, con la stessa formula: mancano gli elementi concreti. Il 15 gennaio scorso il gip del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha archiviato le accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri: non ci sono prove di contatti tra Cosa Nostra e Berlusconi. Sei archiviazioni. Come se il numero non bastasse mai.
C’è qualcosa di kafkiano in questa storia. L’ipotesi investigativa aveva la complessità di un teorema: le stragi del ’93, la discesa in campo, il vantaggio politico. Tutto tornava. Tutto quadrava. Tranne i fatti. Montesquieu insegnava che la libertà non è sicura quando il cittadino non può contare sulla propria innocenza fino a prova contraria. Queste indagini hanno capovolto quel principio: trent’anni di fumo senza fuoco, sufficiente però a bruciare reputazioni.










