Il gip di Firenze chiude il caso dopo 30 anni: “Nessun elemento su rapporti diretti tra Dell'Utri, Berlusconi e la mafia”

Il gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci ha disposto l'archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell'Utri, indagato nell'ambito dell'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Secondo il giudice, "mancano elementi concreti su contatti e presunti rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell'Utri, stretto collaboratore di Berlusconi". Per questo motivo, lo scorso 15 gennaio ha firmato il decreto di archiviazione. Dopo trent'anni di indagini si tratta della sesta archiviazione.

Le stragi di mafia del 1993

In quell'anno l'italia piombò in un clima di terrore a causa di una serie di attentati terroristici-mafiosi compiuti da Cosa nostra per ricattare lo Stato dopo le condanne del Maxiprocesso. La campagna di terrore colpì il patrimonio artistico e luoghi pubblici nel cuore del Paese. I principali attacchi furono compiuti il 14 maggio 1993 a Roma: un'autobomba esplose in Via Ruggero Fauro per colpire il giornalista Maurizio Costanzo, che rimase illeso. Pochi giorni dopo il 27 maggio a Firenze: la strage di Via dei Georgofili. L'esplosione distrusse la Torre dei Pulci e danneggiò gravemente la Galleria degli Uffizi, provocando la morte di 5 persone, la famiglia Nencioni e Dario Capolicchio e il ferimento di oltre 40 persone. Il 27 luglio 1993 a Milano, la strage di Via Palestro. L'esplosione di un'autobomba davanti al Padiglione d'Arte Contemporanea causò la morte di 5 persone: tre vigili del fuoco, un agente di polizia locale e un cittadino.