Numerosi i commenti dopo la notizia dell'archiviazione dell'accusa nei confronti di Berlusconi per le stragi mafiose del 1993
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Il gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci ha disposto l'archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell'Utri, indagato nell'ambito dell'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Secondo il giudice, “mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell'Utri, stretto collaboratore di Berlusconi”. Finisce così una delle saghe giudiziarie più lunghe, che hanno gettato fango su persone e movimenti per oltre trent’anni senza motivo. “Trent'anni di persecuzione, fango e veleni. Ma l'invidia e l'odio oggi vengono sconfitti! Giustizia è fatta amore mio!”, ha scritto Marta Fascina, parlamentare e ultima compagna di Silvio Berlusconi, condividendo una foto del Cavaliere.“Le accuse verso Silvio Berlusconi erano infondate: è stato necessario stabilirlo ben sei volte, c'è voluto troppo tempo e sono trascorsi 30 anni caratterizzatI da campagne di stampa e politiche diffamatorie”, ha dichiarato Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera. “La verità ha un difetto: a volte arriva tardi. Ma ha anche una straordinaria qualita': alla fine arriva sempre. Oggi, con l'archiviazione disposta dal gip di Firenze, un altro pezzo di verita' trova il suo posto nella storia di Silvio Berlusconi", Fulvio Martusciello, eurodeputato e segretario FI in Campania. "Per oltre trent'anni il nome di Berlusconi è stato accostato alle accuse più gravi, raccontato attraverso sospetti, teoremi e ricostruzioni che hanno attraversato stagioni politiche, governi e generazioni. Oggi resta una sola certezza: dopo decenni di indagini, non sono emersi elementi concreti a sostegno di quelle accuse”.Letizia Moratti, presidente della Consulta nazionale FI ed europarlamentare Ppe: “L'ennesima archiviazione dell'inchiesta sulle presunte responsabilita' di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri nelle stragi mafiose del 1993-1994 rappresenta un ulteriore e definitivo riconoscimento della loro totale estraneita' ai fatti contestati. Dopo trent'anni di sospetti, accuse e campagne di delegittimazione, la verità giudiziaria si impone con chiarezza”.










