E due. Dopo il castello di balle su Nicole Minetti, crolla anche quello su Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, indagati a Firenze per la strage mafiosa del 1993. Il giudice per le indagini preliminari del capoluogo toscano ha infatti deciso l’archiviazione delle accuse contro l’ex capo di Publitalia (il Cavaliere era già uscito dall’inchiesta due anni fa, dopo la morte), con la motivazione che «mancano elementi concreti che provino contatti o rapporti diretti con Cosa nostra».

Marcello Dell’Utri è stato archiviato per l’ennesima volta dall’accusa di avere ordinato le stragi di mafia del biennio 1993-1994 (compiute a Roma, Firenze e Milano). Il decreto è stato firmato dal gip fiorentino Patrizia Martucci lo scorso 15 gennaio 2026, ma la notizia è emersa, in modo quasi casuale, solo ieri. In realtà gli avvocati dell’ex senatore e di Silvio Berlusconi lo hanno scoperto circa tre settimane fa.

«Ora che mio padre non c’è più, chi potrà mai restituirgli il tempo trascorso sotto il peso di queste accuse, terribili e infondate? E qualcuno risponderà mai del falso spacciato per vero? I nodi da sciogliere sono tanti, a partire dall’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati. Quella della giustizia resta un’emergenza. La bandiera del garantismo non può e non deve essere ammainata»: è questo forse il passaggio più «politico» del commento di Marina Berlusconi all’archiviazione decisa dal gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci.