Il Tribunale di Firenze archivia l'inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993, escludendo "contatti e rapporti diretti" tra Cosa Nostra, Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, suo stretto collaboratore. Il decreto di archiviazione, depositato dal gip Patrizia Martucci lo scorso 15 gennaio ma di cui soltanto oggi si è avuta notizia, pone fine a trent'anni di inchieste e riaccende lo scontro sulla giustizia.
Una vera e propria "emergenza" per la figlia dell'ex premier, Marina Berlusconi, che nel rammaricarsi per la sconfitta del referendum di marzo - "un'immensa occasione perduta per il nostro Paese" - invita la politica a non accantonare il tema. "I nodi da sciogliere sono tanti - sottolinea -, a partire dall'assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati". Norma, quest'ultima, che proprio ieri è stata chiesta a gran voce da Forza Italia nel corso di un vertice di maggioranza in via Arenula e che la Lega si dice pronta ad approvare entro fine legislatura. Con l'archiviazione, la sesta dalla prima iscrizione nel 1996 di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri, cade il teorema investigativo secondo cui le stragi mafiose del 1993 a Firenze, Milano e Roma fossero state ispirate allo scopo di favorire l'affermazione di Forza Italia e l'ascesa di Berlusconi. Una "tesi insensata", per la presidente di Fininvest, che rivendica il ruolo da protagonista del padre nella lotta alla criminalità organizzata in Italia.











