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Ultimo aggiornamento: 15:09
“Non possiamo consentire che, per carenza di organico o in assenza di una memoria storica dei fatti, anni di lavoro possano essere vanificati aprendo la strada a facili archiviazioni“. Il Coordinamento nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati rilancia così l’appello dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili che si è rivolta alla Procura nazionale antimafia e al presidente della Repubblica (nella sua qualità di presidente del Csm) per chiedere il potenziamento del pool della Procura di Firenze con l’applicazione di magistrati con specifiche esperienze e competenze professionali antimafia.
Una procura – competente non solo per la strage fiorentina ma anche per tutte le altre stragi del 1993 oltre alla strage del Rapido 904 – che ha visto negli ultimi mesi l’uscita degli aggiunti Luca Tescaroli e Luca Turco: il primo guida ora la procura di Prato, mentre il secondo è andato in pensione. Un ufficio che, pertanto, è venuto a perdere “quei magistrati che sono stati un punto di riferimento imprescindibile per lo sviluppo delle indagini”, ha evidenziato l’associazione delle vittime di via dei Georgofili in occasione della commemorazione della strage, il 27 maggio scorso. Per le bombe a Firenze, Milano e Roma sono indagati Marcello Dell’Utri, che ha già scontato una condanna a sette anni per concorso esterno alla mafia, e l’ex generale del Ros dei carabinieri Mario Mori, assolto al processo sulla cosiddetta Trattativa tra pezzi dello Stato e la mafia. Era indagato fino al giorno della sua morte anche Silvio Berlusconi.






