Un lavoratore su cinque nell’Unione europea è esposto a temperature elevate sul lavoro.
Il caldo estremo è così diventato uno dei rischi professionali legati al cambiamento climatico in più rapida crescita, secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA).I più esposti sono coloro che lavorano all’aperto o in ambienti interni molto caldi.
Agricoltura, edilizia, trasporti, manifattura, servizi di emergenza e turismo sono tra i settori che subiscono i maggiori impatti sulla salute e sulla produttività durante ondate di calore sempre più frequenti.In prima linea: agricoltura ed ediliziaL’agricoltura è costantemente indicata come il settore più esposto al caldo estremo.L’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sottolinea che i lavoratori agricoli sono esposti per lunghi periodi alla luce diretta del sole, mentre svolgono attività fisicamente impegnative che innalzano ulteriormente la temperatura corporea.I lavoratori dell’edilizia affrontano rischi analoghi: trascorrono spesso molte ore all’aperto, svolgendo lavori manuali pesanti e indossando indumenti protettivi che limitano la capacità del corpo di raffreddarsi.Secondo l’Indagine europea sulle condizioni di lavoro 2024 di Eurofound, il 68% dei lavoratori agricoli e il 52% di quelli dell’edilizia è esposto a temperature elevate per almeno un quarto dell’orario lavorativo.
















