Il caldo estremo potrebbe diventare un pesante freno alla crescita delle maggiori economie europee, a causa del calo della produttività del lavoro e dell’aumento della domanda di raffrescamento, secondo un nuovo rapporto di Allianz Trade.

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Entro il 2030, le perdite cumulate di PIL potrebbero raggiungere il 5-7% nei Paesi più esposti all’aumento delle temperature. La Francia è in cima alla graduatoria europea, con potenziali perdite per 240 miliardi di dollari (209 miliardi di euro) nei prossimi cinque anni, secondo Allianz.

L’Italia è la seconda economia europea più esposta, con perdite stimate in 147 miliardi di dollari (128 miliardi di euro), seguita dalla Germania con 131 miliardi di dollari (114 miliardi di euro) e dalla Spagna con 120 miliardi di dollari (104 miliardi di euro). Per confronto, in Giappone le perdite cumulate potrebbero arrivare a 354 miliardi di dollari (308 miliardi di euro).

Per stimare i potenziali costi economici, i ricercatori hanno ipotizzato che i Paesi registreranno un aumento costante del caldo estremo tra il 2026 e il 2030, fino a raggiungere condizioni simili al loro anno più caldo mai registrato. L’analisi si basa sui cinque anni più caldi registrati da ciascun Paese tra il 2014 e il 2024.