Voghera Avrà tempo fino a settembre per correggere il tiro l’azienda che fornisce i pasti negli ospedali di Asst. La Vivenda, ditta che serve i presidi di Voghera, Vigevano, Stradella, Mortara, Mede, Varzi e Casorate Primo, è finita nel mirino di 1.300 dipendenti che hanno risposto al sondaggio realizzato dalla sigla Fials, bocciando in maniera netta la qualità della ristorazione non solo nelle mense dei lavoratori, ma anche nelle camere dei pazienti. Di fronte al loro giudizio pesantemente negativo (tra le criticità segnalate figurano piatti serviti freddi, troppo cotti o poco cotti, un menù poco vario e una scarsità di alternative per chi segue diete particolari o soffre di intolleranze alimentari) Asst ha convocato nei giorni scorsi una commissione mensa a cui hanno partecipato il direttore amministrativo di Asst, un dietista e un sindacalista per sigla. Cosa si è deciso? Di dare tempo a Vivenda di lavorare sulle criticità emerse durante l’estate, e di riproporre il sondaggio a settembre. Se le cose non saranno migliorate, allora si daranno altre indicazioni ed eventualmente si valuterà se esiste una non conformità contrattuale. «L’incontro – spiega Claudio Amato di Fials – ha preso il via con l’analisi dettagliata dei questionari di gradimento somministrati al personale: sia i dati raccolti dall'azienda sia l'indagine indipendente condotta direttamente da Fials. Dalle segnalazioni dei lavoratori sono emerse problematiche strutturali che non possono più essere ignorate, come scarsa qualità e quantità, pasti giudicati inadeguati dal punto di vista nutrizionale e del sapore, con porzioni insufficienti e condizioni igieniche discutibili. La direzione di Asst ha riferito di aver già inoltrato diverse segnalazioni formali alla ditta appaltatrice e di aver adottato i primi provvedimenti. L'efficacia di tali misure verrà rivalutata il prossimo autunno, periodo in cui la commissione mensa appena istituita verrà nuovamente riconvocata per fare il punto della situazione». Nel frattempo la commissione ha avanzato richieste precise per garantire la massima trasparenza e l'istituzione di un flusso informativo periodico che metta a conoscenza il sindacato di tutte le segnalazioni e i disservizi registrati, così da poter valutare la situazione in tempo reale e intervenire tempestivamente. «È una questione – ha sottolineato il sindacato - che coinvolge anche i pazienti: non è solo una rivendicazione sindacale per i diritti dei lavoratori, ma una battaglia di civiltà che tocca da vicino i soggetti più fragili. Non faremo sconti a nessuno finché il servizio non tornerà a essere dignitoso per tutti». Aggiunge sull’argomento Asst: «Nei questionari che ha distribuito l’azienda, è già emerso un netto margine di miglioramento, che abbiamo perseguito attraverso un confronto costante con la società che fornisce i pasti. È stato stabilito però di sottoporre un secondo sondaggio ai dipendenti, nel corso dell’autunno, con l’obiettivo di verificare il miglioramento della qualità del servizio, rispetto agli esiti della prima. Nel frattempo, si è stabilito che Asst Pavia si impegni a rivedere le procedure per i controlli effettuati dal servizio di nutrizione aziendale, coordinato dalla dottoressa Nadia Cerutti».