L’ondata di calore che attraversa il Vecchio continente è ben lungi dal potersi dire conclusa: per l’Italia è già la seconda del 2026 nonostante l’estate sia formalmente iniziata da pochi giorni, incrementando i rischi per la popolazione dopo che l’Italia è sistematicamente al primo posto in Ue per numero assoluto di decessi da calore, con oltre 200mila morti in Europa solo negli ultimi 4 anni. Eppure è già il momento di alzare la soglia d’allarme per i “temporali di calore” nonostante l’afa.
A partire da ieri sera pioggia e venti intensi hanno iniziato ad abbattersi sullo Stivale, con la Protezione civile che ha diramato un’allerta meteo gialla per rischi idrogeologici e idraulici in buona parte del centro sud e della Sardegna, ma anche in Lombardia.
Nell’area di Roma si moltiplicano già gli alberi divelti dalle tempeste, introducendo un fattore di rischio ulteriore per la cittadinanza. Questi temporali di calore, del resto, sono accentuati dalla crisi climatica in corso e dalle temperature fuori media del mare.
«La presenza dell'anticiclone da ormai 10 giorni, unita a venti deboli, temperature molto elevate e quindi scarso rimescolamento delle acque, sta determinando un progressivo aumento della temperatura superficiale del mare che ha localmente raggiunto 28-30 gradi sul Tirreno centro-meridionale – spiega il Lamma, il Consorzio pubblico nato dall’impegno congiunto di Cnr e Regione Toscana – In questi giorni l'anomalia di temperatura è tra 3 e 5 gradi su Ligure, Mar di Corsica e Tirreno Centrale e tra 2 e 4 gradi sui settori adriatici e ionici».














