Dove ci sono appalti e fondi pubblici, ad Agrigento arrivano anche le inchieste giudiziarie. L’ultima in ordine di tempo riguarda un nodo cruciale per la vita dei cittadini: le strade. Dopo la rete idrica e la sanità, la magistratura accende i riflettori anche sulla viabilità. Al centro dell’inchiesta c’è l’appalto per il rifacimento della strada “Mosella”, un’importante arteria che collega le statali 640 e 115: un intervento da 3,4 milioni di euro per una strada molto trafficata ma che si presentava piena di buche e avvallamenti, tanto da essere stata teatro, di numerosi incidenti.

L’ultima inchiesta

Indagini e intercettazioni avrebbero svelato un sistema di appalti truccati: secondo l’accusa, ad aggiudicarsi la gara è stata una società costituita a tavolino da due imprenditori di Favara per essere poi intestata a dei prestanome. Sono nove gli indagati, tra loro anche due funzionari del Comune di Agrigento: sono accusati, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di beni, turbata libertà degli incanti, induzione indebita a dare o promettere denaro e truffa aggravata per le erogazioni pubbliche. L’obiettivo, secondo la procura, era quello di gonfiare i costi delle opere per poi trarne profitto. Tutto sulle spalle dei cittadini che si ritrovano adesso anche con i lavori, attesi da tempo, bloccati. “È interesse dell’intera comunità agrigentina che si faccia rapidamente chiarezza su una vicenda che riguarda un’opera pubblica importante per il territorio e per la sicurezza dei cittadini”, sottolinea Alfonso Buscemi, segretario generale della Cgil di Agrigento.