Operazione a Canicattì (Agrigento) contro la distribuzione illegale di acqua contaminata. Polizia e carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di sequestro per 16 autobotti e due pozzi abusivi.Complessivamente sono 22 gli indagati dalla Procura di Agrigento per commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell’esercizio del commercio. L’indagine, nata da controlli sul territorio tra marzo e aprile 2026, ha svelato un sistema sistematico di approvvigionamento idrico a domicilio e in attività commerciali privo di autorizzazioni.Le analisi fatte dall’Asp hanno confermato la presenza nelle cisterne delle autobotti di batteri e microrganismi potenzialmente pericolosi per la salute umana. L'acqua veniva prelevata quotidianamente da due pozzi clandestini nel territorio di Canicattì, privi di censimento e delle necessarie garanzie igienico-sanitarie, e poi trasportata in abitazioni e attività artigianali e commerciali.La Vardera: sindaci all'Ars

«Nei giorni scorsi il sindaco di Agrigento, Michele Sodano mi ha rappresentato l’esigenza di alzare il livello della discussione relativamente alla crisi idrica che attanaglia Agrigento e provincia. Qualche giorno fa, ho chiesto un’audizione urgente in IV Commissione, che si occupa di ambiente, al Parlamento siciliano. Ecco è stata accolta in tempi record e per questo ringrazio la presidenza, la mia richiesta é stata accolta. Mercoledì tutti i sindaci della provincia di Agrigento saranno accolti al parlamento. Una battaglia che non ha colori politici dove il parlamento ha l’obbligo di non lasciare affrontare ai singoli sindaci una problematica oggettivamente più grande di loro. È un primo passo fondamentale per alzare il livello, il tema dell’acqua va risolto nel più breve tempo possibili e per questa regione starò al fianco non solo di Michele Sodano, ma di tutti i sindaci della provincia. Lancio un appello a Schifani: ora c'è la finanziaria e già sento parlare di 'contributi territorialì anziché fare le solite cose investi sulla rete idrica e restituiamo l’acqua agli agrigentini». Lo afferma il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera che ha richiesto l’audizione dei sindaci al Parlamento siciliano