Nel bel mezzo di una delle crisi idriche più drammatiche della storia recente agrigentina, con intere famiglie e commercianti costretti a contare i giorni di attesa tra un turno di erogazione e l'altro, accade l'incredibile: litri e litri di preziosissima acqua potabile finiti letteralmente dispersi nel terreno. Lo scontro istituzionale tra i due colossi della gestione idrica siciliana è ormai totale. AICA ha infatti inviato una durissima diffida formale a Siciliacque, contestando un aumento anomalo e del tutto arbitrario della fornitura idrica al serbatoio comunale "Forche" di Agrigento. Un eccesso di pressione che ha fatto saltare i sistemi di sicurezza, provocando lo sversamento incontrollato della risorsa.

Il giallo dei flussi: immessi 30 litri al secondo in più del dovuto

Secondo i rilievi dettagliati effettuati dai tecnici di AICA, il "pasticcio" è iniziato nel pomeriggio di venerdì 19 giugno 2026. Senza alcun preavviso né coordinamento con gli uffici del capoluogo, Siciliacque ha incrementato unilateralmente la quantità di risorsa idrica immessa nel serbatoio. La dotazione formalmente richiesta da AICA era di 140 litri al secondo; la società di sovrambito ne ha invece spinti nelle condotte circa 170.