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Autorità «piegata a finalità estranee all’interesse pubblico». Lo scrive il gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, nell’ordinanza di 133 pagine, con la quale ha disposto gli arresti domiciliari per due imprenditori favaresi, Antonino Milioti, 46 anni, e Dino Caramazza, 45 anni, e l’interdizione della sospensione dal pubblico ufficio, del direttore dei lavori, l’ingegnere Salvatore Castaldo, 51 anni, nell’inchiesta condotta dalla squadra mobile, sull’appalto da 3,2 milioni di euro per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria della strada Mosella, che collega le statali 640 e 115. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, tentata induzione indebita a dare o promettere utilità e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Respinte altre due richieste di arresto e una misura interdittiva.
Al centro dell’indagine c’è l’aggiudicazione dei lavori alla Andiva srl, società che secondo gli inquirenti sarebbe stata costituita per schermare i reali riferimenti dell’operazione. Per il giudice, Castaldo avrebbe abusato del proprio ruolo, trasformando i poteri connessi all’incarico in uno strumento di pressione per indurre gli imprenditori a dare al cognato una consulenza da oltre 100 mila euro.







