È di tre persone indagate e misure cautelari eseguite il bilancio di un’operazione della Polizia di Stato ad Agrigento, dove sono stati contestati i reati di trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, tentata induzione indebita a dare o promettere utilità e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche nell’ambito di una gara pubblica per la manutenzione della strada Mosella. Le misure sono state disposte dal G.I.P. su richiesta della Procura, a seguito di indagini che hanno coinvolto due imprenditori e un ingegnere.

Le indagini e le misure cautelari

Secondo quanto si legge sul sito della Polizia di Stato, nella mattinata del 18 luglio 2026 la Squadra Mobile ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Agrigento. Il provvedimento è stato adottato dopo gli interrogatori preventivi svolti il 13 e 14 luglio 2026. Le misure hanno riguardato due imprenditori, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari, e un ingegnere, destinatario della sospensione dall’incarico di Direttore dei Lavori in qualunque appalto pubblico.I reati contestati e il contesto dell’appalto pubblico

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, tentata induzione indebita a dare o promettere utilità e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. I fatti contestati si inseriscono nella procedura di gara indetta dal Comune di Agrigento per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria della strada Mosella. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due imprenditori avrebbero costituito una società formalmente intestata a terzi, ma di fatto da loro gestita, per nascondere la reale titolarità e partecipare così agli appalti pubblici, eludendo la normativa antimafia e le regole a tutela dell’ordine pubblico economico.Le modalità della presunta turbativa d’asta