Emanuele Buttini e Deborah Ronchi (foto da Instagram)

Gli inquirenti e gli investigatori hanno ricostruito il tipo di organizzazione alla base di questi traffici che avrebbero portato a un business da oltre 1,2 milione di euro, la maggior parte dei quali finiti su conti correnti esteri.

All'apparenza organizzava eventi, nei fatti gestiva un presunto giro di prostituzione nei locali della movida milanese, a cui avrebbero partecipato giovani escort e preso parte, come clienti, persone facoltose, perlopiù calciatori di Serie A. L'agenzia Ma.De, con sede a Cinisello Balsamo (Milano), è finita di recente nel mirino della Procura di Milano per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Secondo quanto emerge dalle carte della Procura, che Fanpage.it ha avuto modo di visionare, gli inquirenti e gli investigatori hanno ricostruito il tipo di organizzazione alla base di questi traffici che avrebbero portato a un business da oltre 1,2 milione di euro, la maggior parte dei quali finiti su conti correnti esteri.

Deborah Ronchi, titolare dell'agenzia Ma.De, e il suo compagno Emanuele Buttini, avrebbero svolto il ruolo di "promotori e dominus del sodalizio". Sarebbero stati i capi. Si sarebbero trovati insomma al vertice della piramide. "Esercitavano potere decisionale e impartivano le direttive agli associati". Ronchi e Buttini sarebbero stati quelli che organizzavano le riunioni, in agenzia o a casa, spesso anche di notte; curavano i rapporti con i proprietari dei locali; gestivano gli spostamenti delle escort nel corso delle serate e consegnavano loro le "buste" con l'incasso della giornata, tra i 70 e i 100 euro; maneggiavano e contavano il denaro; pagavano e si facevano pagare.