Le testimonianze delle ragazze, alcune poco più che maggiorenni, andate avanti anche oggi. Poi, la caccia ai conti all'estero dove sarebbero stati dirottati i soldi, ossia il 50 per cento almeno di ogni pagamento per le prestazioni sessuali che le giovani dovevano offrire alla fine delle serate nei locali vip della movida. In più le analisi sui telefoni sequestrati ad arrestati e indagati, ma anche consegnati dalle testi, con in particolare una lunga lista di "parole chiave", tra cui pure oltre sessanta cognomi di calciatori più o meno noti, per cercare eventuali riscontri degli incontri e della gestione degli appuntamenti nelle chat.
Sono questi i fronti principali sui quali si sta muovendo l'inchiesta della Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, sul presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, fatto di escort che sarebbero state spinte ad "acchiappare", come veniva detto nelle intercettazioni, giocatori di serie A e non solo e altri sportivi. Inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf e coordinata dall'aggiunta Bruna Albertini, con al centro l'agenzia e presunta società "schermo" Ma.De Milano, che due giorni fa ha portato ai domiciliari Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e ritenuti "promotori e dominus" dell'associazione per delinquere, e Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, che avrebbero avuto il compito di occuparsi delle ragazze e del "dopopartita" degli atleti negli alberghi di lusso. I quattro saranno interrogati dalla gip Chiara Valori il 27 aprile.













