Vendite globali in contrazione del 4%, una ripresa lenta nei quattro anni successivi e un’Europa sempre più sotto pressione per la concorrenza cinese: è un quadro a tinte fosche quello che emerge dall’ultimo Global Automotive Outlook di AlixPartners. Con l’industria dell’auto che si conferma il comparto più “disrupted”, cioè maggiormente soggetto a trasformazioni, davanti a retail, aerospazio e difesa, media e servizi finanziari.

Secondo la società di consulenza, dopo anni di moderata crescita il 2026 segnerà una battuta d’arresto, con le vendite globali auto che scenderanno del 4%, da 91,5 a 88,1 milioni di veicoli. Inciderà soprattutto il tracollo della Cina (-10% anno su anno), alle prese con il consolidamento e con la riduzione degli incentivi sui NEV (New Energy Vehicle, cioè auto elettriche, ibride plug-in o a idrogeno).

Pesa anche, sebbene in misura minore, la situazione del Nord America (-3%), mentre l’Europa resterà sostanzialmente ferma (+1%). Nel medio periodo, poi, si prevede una stabilizzazione attorno ai 94,8 milioni di unità entro il 2030, ma con una crescita irregolare tra le diverse aree geografiche.

“La vera sfida non è solo il calo dei volumi”, commenta Dario Duse, EMEA Leader Automotive & Industrial di AlixPartners, “ma la competizione globale e la rapidità con cui mercati e dinamiche competitive si stanno trasformando e regionalizzando”.