<p>Il mercato dell’auto europeo resterà sostanzialmente fermo fino alla fine del decennio, mentre i <strong>costruttori cinesi</strong> continueranno a guadagnare terreno fino a conquistare una quota a doppia cifra del mercato. È quanto emerge dalla 23esima edizione del Global Automotive Outlook di <strong>AlixPartners</strong>, presentata a Milano: è la fotografia di un settore sempre più alle prese con una profonda trasformazione tecnologica, geopolitica e industriale. </p> <p> </p> <h2><strong>Al 2030 costruttori cinesi al 16% di quota in Europa e oltre il 22% in Italia</strong></h2> <p>Secondo lo studio, le immatricolazioni di veicoli leggeri in Europa passeranno dai 18,8 milioni del 2025 ai 18,7 milioni del 2026, per poi crescere solo marginalmente fino a <strong>19,5 milioni </strong>nel 2030.

Una dinamica che conferma la<strong> sostanziale stagnazione</strong> della domanda europea.

In questo contesto però i marchi cinesi sono destinati a rafforzare significativamente la propria presenza.

AlixPartners stima che entro il 2030 gli Oem cinesi arriveranno a rappresentare il 16% del mercato europeo, considerando sia i veicoli importati sia quelli prodotti localmente. </p> <p> </p> <p>Ancora più forte la crescita dei gruppi cinesi prevista in <strong>Italia</strong>.