Il 25 giugno è arrivato al cinema “Supergirl”, il film diretto da Craig Gillespie, scritto da Ana Nogueira e basato sul fumetto “La donna del domani” .
Ed è un’ottima occasione per riflettere non tanto sul successo del personaggio, tra cinema, televisione e fumetto, quanto sul ruolo che Supergirl ha finito per rivestire, nel corso del tempo, all’interno di un particolare immaginario, nato dall’archetipo narrativo rappresentato da Superman e diventato rapidamente qualcos’altro: una mappatura dei sentimenti e dei valori condivisi dagli esseri umani.
Sebbene Kara/Supergirl sia, come Superman, un’aliena, è innegabile la sua capacità di riflettere le difficoltà e le contraddizioni delle persone.
Arrivata in un mondo che non conosce, incaricata di prendersi cura del cugino, e rapidamente messa davanti al dualismo di un’identità segreta e una pubblica, Supergirl non è solo la controparte femminile di Superman. È qualcosa di più.
E la decisione di partire da “La donna del domani” per il nuovo film è probabilmente la scelta migliore che si potesse fare.












