A Paraisópolis e a Monte Azul ci sono spazi di creazione artistica che sono anche uno strumento di sviluppo sociale

Dietro un salone di parrucchiere nella parte alta della favela di Paraisópolis, a São Paulo, nel 2024 lo scultore Moisés Souza ha scoperto uno spazio inutilizzato al secondo piano della casa di un amico, Hermeson Morais, più noto con il nome di Ticano. “Mi ha mostrato il posto e mi ha detto che sognava di aprirci una galleria”, ricorda Moisés. Ci ha pensato per qualche mese, poi ha ricontattato l’amico. “Lui ha fatto alcuni lavori, io ho chiamato gli artisti”.

In questo modo è nata nel dicembre 2024 la Favelarte Galeria Suburbana, per dare visibilità all’arte di periferia e aprire la strada ad artisti che non trovano spazio nel circuito tradizionale. Per Moisés “l’arte deve arrivare dove non c’è. Qui non c’era nessuna galleria, adesso sì”.

Con l’aiuto dei vicini

Nella zona sud di São Paulo, un’iniziativa simile ha ispirato un’altra galleria. Il fotografo Léu Britto, che vive nella favela di Monte Azul, era stanco di cercare di vendere le sue foto sul mercato. “Così abbiamo deciso di promuovere il nostro lavoro”, dice il fotografo. Nel 2024 ha fondato insieme al socio Rogério Vieira la Galeria Sérgio Silva, che ha organizzato Foto­Beco, una mostra fotogra­fica all’aperto nel cuore della comunità.