Valentina D’Acunto, madre delle sorelle Sarah e Alisya, avrebbe aggirato i divieti del Tribunale contattando le figlie tramite cellulari delle amiche e suggerendo loro come opporsi agli incontri con il padre. Come spiegano i giudici di Cassino nella sentenza del 2026.

Sarah e Alisya, 12 e 16 anni

Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Valentina D'Acunto aggirava i divieti del Tribunale contattando le figlie attraverso i cellulari dei compagni e le manipolava attraverso uno "schema di conversazione" con i servizi sociali. È quello che secondo i giudici avrebbe messo in atto la donna nei confronti di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse il 7 giugno dalla casa famiglia in cui vivevano in Abruzzo e ritrovate a casa di una lontana parente materna a Formia.

Erano in buono stato ma fortemente scosse, ed è stata necessaria oltre un'ora perché aprissero la porta ai Carabinieri che erano venuti per recuperarle. Poche ore dopo, sono state fermate tre persone con l'accusa di sequestro aggravato in concorso, si tratta di Valentina D'Acunto, del suo compagno Vincenzo Esposito, e del padre di lei Mario D'Acunto. Secondo la Procura di Sulmona che ha condotto le indagini, sarebbe stata proprio la donna ad avere orchestrato il sequestro e lo avrebbe fatto per un "amore malato" nei confronti delle figlie. Circostanza di cui sta rispondendo oggi, giovedì 25 giugno, durante l'interrogatorio di garanzia in corso nel carcere di Teramo.