La testimonianza di Maria Sofia De Russo, che le ha nascoste. Il racconto del blitz tra le case popolari di Formia. Il decreto di fermo e le carte del tribunale sui genitori

«Ho fatto qualche danno? Io non penso. Ho 79 anni, Se devo fare gli arresti domiciliari, li faccio. Tanto io da casa non mi muovo». Maria Sofia De Russo è la donna che ha nascosto Alisya e Sarah Di Giacinto per conto della madre Valentina D’Acunto a Rio Fresco Scacciagalline a Formia al civico 24, scala M. È indagata insieme a Vincenzo Esposito, compagno di Valentina, e a Marco D’Acunto, nonno delle ragazze. E oggi parla ai giornali del suo ruolo nel sequestro di persona. La svolta nelle indagini è arrivata con l’analisi del traffico di una decina di Sim clandestine utilizzate dal gruppo. Poi la videochiamata della madre a una delle figlie ha chiuso il cerchio.

Zia Sofia e la scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto

Le due ragazze vivevano un una stanza con una statua di Padre Pio, santini, centrini e rosari. «Mi hanno messo in mezzo a una cosa più grande di me. E io, stupida, ho pensato di fare del bene», dice lei oggi al Messaggero. Non è una parente della madre ma soltanto un’amica di famiglia: il parente era il marito Antonio morto a gennaio: «Se fosse stato vivo lui le avrebbe prese lo stesso. Per la famiglia si faceva di tutto. Loro erano mie nipoti, anche se non le avevo mai viste prima».