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"Non volevo stessero con il padre": la zia di Sarah e Alysia racconta la sua verità sul caso delle due bambine scomparse per due giorni dalla casa-famiglia in cui si trovavano a Civitella Alfedena e ritrovate, incolumi, nella casa della donna a Formia. A ricostruire ciò che ha raccontato ai media la zia delle due giovani è stato Il Messaggero. "Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo solo aiutare, volevo che le bambine stessero bene e che tornassero con la mamma, così da chiudere questa storia – ha detto Maria Sofia Di Russo – Il nonno e il compagno della mamma me le hanno portate alle 4 del mattino, ma già dal giorno prima mi avevano detto che sarebbero arrivate".
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Una decisione, quella di far sparire le sorelline dalla casa-famiglia in cui si trovavano a Civitella Alfedena, presa in largo anticipo dalla famiglia. Durante i due giorni in cui le forze dell'ordine cercavano le due bambine in lungo e in largo per il Lazio, Sarah e Alysia avrebbero trascorso la maggior parte del loro tempo in una camera a loro riservata nella casa della zia. Maria Sofia Di Russo, che adesso è indagata a piede libero, ha chiarito perché avrebbe deciso di assecondare la decisione dei suoi lontani parenti: "Io l'ho fatto per le bambine. A me quell'uomo non piaceva, non volevo che stessero con il padre. Non mi hanno dato soldi, io pensavo fosse la cosa giusta – ha raccontato – Ognuno ha fatto la sua vita, io volevo solo aiutarle. L'ho fatto perché sono parenti di mio marito: se fosse stato vivo lo avrebbe fatto anche lui. Io quelle bambine non le avevo mai viste prima. Andava bene anche stare ai domiciliari, io avrei rischiato per loro. Speravo solo che non ci fossero conseguenze".











