Ora che Alisya e Sarah sono state ritrovate e messe in sicurezza, l’inchiesta entra nella sua fase più delicata. Per quindici giorni l’attenzione è stata concentrata sulla ricerca delle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Oggi, invece, il lavoro degli investigatori si concentra sugli adulti che hanno avuto, secondo la procura di Sulmona, un ruolo nella loro fuga e nella successiva permanenza lontano dai riflettori. Due i punti che emergono con forza: il comportamento della madre, Valentina D’Acunto, e il ruolo svolto dalla zia materna, indagata, che ha ospitato le ragazze nell’abitazione di Formia dove sono state rintracciate.
La Procura di Sulmona, che coordina le indagini per sottrazione di minori, ipotizza che la permanenza delle due ragazze nel basso Lazio sia stata il risultato di una fuga organizzata autonomamente con una vera e propria rete familiare di sostegno. Una rete che avrebbe consentito alle sorelle di restare irreperibili per oltre due settimane, nonostante le ricerche condotte dai carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila, supportati dal Ros e dai militari di Latina.
Le parole della madre finite sotto la lente










