Tabulati telefonici e cibo per celiaci: sono questi due degli elementi che hanno portato gli inquirenti a trovare Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse in Abruzzo e ritrovate a Formia. Per il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, si è trattato di “un’impresa familiare”. Fermata la madre, il compagno, e il nonno materno.
Sarah e Alisya, 12 e 16 anni
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"Non è una vicenda di criminalità, ma ha come riferimento un amore genitoriale malato". Sono le parole del procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo, all'indomani del ritrovamento a Formia di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia in cui vivevano in Abruzzo.
Sono quattro le persone indagate in relazione al sequestro delle bambine. È stato effettuato il fermo per la madre Valentina D'Acunto; il compagno di lei Vincenzo Esposito; e il nonno materno Mario D'Acunto. Questi ultimi, secondo la Procura, avrebbero prelevato le bambine a Civitella Alfedena per poi consegnarle a un'anziana parente di Formia. La quarta indagata è proprio la zia 80enne che teneva le bambine. La madre sarebbe stata tradita dall'ingente acquisto di alimenti per celiaci, condizione da cui è affetta Sarah, la più piccola. Ma D'Angelo specifica: "Non c'è la ‘pistola fumante'".










