Il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, ripercorre il blitz di domenica 21 giugno che ha portato al ritrovamento delle due sorelle scomparse in Abruzzo: “Sapevamo che la madre non poteva stare tanto tempo senza interagire con le figlie”
Sarah e Alisya
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Il 21 giugno 70 carabinieri provenienti da tutta Italia sono arrivati a Formia, cittadina del basso Lazio a metà strada tra Roma e Napoli. Il loro obiettivo era un'abitazione di poche decine di metri quadri al cui interno, secondo gli investigatori, si trovavano Sarah e Alisya, le sorelle di 12 e 16 anni scomparse il 7 giugno dalla casa famiglia in cui risiedevano a Civitella Alfedena, in Abruzzo.
"Non sapevamo cosa avremmo trovato dietro a quella porta. Per questo siamo arrivati preparati a tutto. Potevano esserci persone armate, invece c'era una persona di 80 anni. In quel momento però la nostra sola priorità erano le bambine". A parlare con Fanpage.it è Luciano D'Angelo, procuratore capo di Sulmona, l'uomo che ha coordinato le indagini che hanno consentito il ritrovamento delle sorelline e che ha disposto il fermo nei confronti di tre persone: Valentina D'Acunto, madre delle bambine; il compagno Vincenzo Esposito; e il padre Marco D'Acunto. Cosa è successo la sera dell'irruzione?














