Nell’ora e nel luogo della sparizione delle sorelle Sarah e Alisya Di Giacinto è stato ripreso il passaggio di tre auto, non trecento. Lo precisa il procuratore di Sulmona Luciano D’Angelo. Le indagini restano aperte su tutte le ipotesi.

Alisya e Sarah, le bimbe scomparse in Abruzzo

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Il giorno prima della scomparsa, Alisya è uscita e rientrata due volte, poi ha cenato, e alle due di notte si è fatta dare una medicina. Quella è stata l'ultima volta che il personale della casa famiglia Ofh Hope ha visto Sarah e Alisya Di Giacinto, le sorelle di 12 e 16 anni sparite nella notte tra 6 e 7 giugno dalla struttura di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo.

Lo ha spiegato il procuratore di Sulmona Luciano D'Angelo in un'intervista al Corriere Sera in cui ripercorre le indagini per ritrovare le due ragazzine. Gli educatori si sono accorti della scomparsa alle 9.30 e dopo aver atteso qualche ora alle 11.30 si sono rivolti alle autorità, ed è da quel momento che sono scattate le ricerche e la Procura ha aperto un fascicolo per sottrazione consensuale di minorenni, come ha precisato D'Angelo. Non a seguito della denuncia del padre delle piccole, Stefano Di Giacinto. Con l'avvio dell'attività investigativa si è messa in moto anche la macchina mediatica che da allora ha sviscerato la vita privata delle giovanissime, inserite nella rete dei servizi sociali dal 2020 a seguito della complessa separazione dei genitori, culminata lo scorso 28 maggio con la decadenza della potestà genitoriale della madre, Valentina D'Acunto.